Economia turismo 

Alberghi: boom di prezzi e di richieste, ma l’autunno fa paura

Tariffe molto alte in linea con l’Italia e l’Europa (dove la voglia di viaggiare resta a corto-medio raggio), inevitabilmente determinati e anche dal caro energia e materie prime oltre che dalla richiesta sostenuta. Ci sono picchi stellari quando di camere ne restano poche: praticamente per tutto il mese di maggio e in qualche fine settimana a giugno, ma il mese scorso ci sono stati anche giorni in cui le tariffe sono scese. La preoccupazione degli albergatori è che l’euforia del post lockdown dei turisti vada a scontrarsi con i problemi economici delle famiglie e con svolte ulteriormente negative del conflitto in Ucraina e che per questo la ripresa finisca per arenarsi

Tariffe stratosferiche nei fine settimana di punta, con i due stelle che hanno toccato i 200 euro a notte, i tre stelle li hanno superati in molte occasione e i cinque stelle che sono arrivati a superare i 600 nelle giornate di massimo riempimento, con punte stellari anche più alte in qualche fine settimana. Cosa sta succedendo?

«Sono cifre realistiche che sono state toccate nelle giornate di picco, per le ultime camere – spiega Laura Gazzolo, coordinatore regionale per il Turismo di Confindustria e vice presidente della Sezione Turismo, Cultura e Comunicazione di Confindustria Genova -. Ma le tariffe sono già scese. Abbiamo avuto un maggio straordinario che ci ha permesso di alzare tariffe e le abbiamo alzate tutti, da 2 ai 5 stelle. Gli hotel piccoli, con poche stanze facili da saturare, hanno alzato i prezzi proporzionalmente di più delle grosse strutture. Quando si alza la piazza tutti, proporzionalmente, si alzano. Anche giugno è stato buono, ma non sempre abbiamo riempito. Abbiamo tenuto le tariffe alte perché se si abbassano poi è difficile recuperare. Genova è rimasta per tanto tempo sotto la media delle città italiane e l’occupazione non è sempre garantita. Siamo tornati ai livelli del 2004 dopo tanto tempo. Per l’alta stagione in cui siamo sono tariffe giuste. A Genova ci sono tante cose da fare: noi genovesi lo sappiamo. Dobbiamo solo comunicarlo meglio. Stiamo tutti tentando di tenere alte le tariffe perché si qualifica la piazza: alte tariffe significa anche poter offrire servizi migliori, servizi in più. Tariffe basse costringono a contenere i servizi che invece ora stiamo mantenendo. Questo stiamo facendo, anche se abbiamo grosse difficoltà a recuperare il personale.

«In realtà, tutta italia sta tenendo tariffe alte, su cifre mai viste. E anche le città europee stanno facendo la stessa cosa. Stiamo anche facendo i conti con bollette stratosferiche – prosegue la coordinatrice Confindustria -. Siamo arrivati a spendere più di bollette che di personale. Subito abbiamo pensato a una “surcharge energy”, ma abbiamo scartato l’ipotesi. Sono aumentato anche tutti i prodotti che servono per la gestione degli hotel e dei loro ristoranti. Il diesel che serve ad alimentare i pescherecci aumenta e il pesce e più caro, i petti di pollo sono rincarati quasi del 30%, il burro 35%. I mercati sono impazziti».

Gli albergatori genovesi sanno che l’estate piena non è il loro periodo migliore. È buono, ma non come quello della riviera. I turisti preferiscono andare al mare che prendere caldo in città. Si spera ora in settembre. Ma cosa succederà dopo?

«Il rischio è che, con i rincari di energia e materie prime, che trascinano tutti i prezzi, la gente non abbia più soldi da spendere – spiega Gazzolo -. Al termine delle restrizioni Covid in Europa tutti hanno avuto voglia di muoversi, per lo più a raggio medio e corto. Vero che nella nostra regione è andata molto bene, ma il “Prodigio Liguria” lo proporzionerei: in fondo siamo una delle buone destinazioni a raggio medio-corto per il nord dell’Italia e per il nord dell’Europa. Sono in pochi a viaggiare a raggio lungo e la maggior parte dei turisti sceglie tra le destinazioni europee più favorevoli».

Ma cosa accadrà dopo settembre? Bisogna prevedere ed affrontare una situazione che rischia di trasformare il boom in un fuoco di paglia.

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